Il Disturbatore · Parte 04 di 04

Guarire l’ombra del Disturbatore

L’umorismo resta. Cambia se sei ancora nella stanza quando smette di essere divertente.

7 min di letturaAggiornato Ombra · il Giullare
Il Disturbatore · 4 parti

Guarire l’ombra del Disturbatore comincia dalla ferita che sta sotto la battuta. Da qualche parte prendere sul serio qualcosa è costato troppo: tenerci ad alta voce e farsi ridere dietro, oppure impegnarsi e vedere tutto crollare. L’umorismo è stato costruito come via d’uscita da quel genere di momenti, e da allora scatta davanti a ogni momento che gli somigli anche solo un poco, compresi quasi tutti quelli belli.

Il lavoro non consiste nello smettere di far ridere. Un Disturbatore senza umorismo ha perso il Giullare insieme all’ombra, e il Giullare era il dono. Il lavoro consiste nel restare nella stanza dopo la risata, per la parte che non fa ridere, e scoprire che il peso da cui la battuta scappava si può portare. Va allenato in minuti, perché l’uscita è velocissima.

Nel lavoro sull’ombra di ispirazione junghiana non si combatte la parte scomoda di sé: la si riconosce, la si ascolta e le si dà un posto. Per il Disturbatore questo vuol dire smettere di trattare la propria ironia come un nemico e iniziare a chiedersi da che cosa sta cercando di proteggerti.

01Le fasi

Come procede l’integrazione

Il percorso di guarigione ↻ ogni fase si ripete
01
Dai un nome alla ferita
Quando tenerci ad alta voce ti è costato
02
Cogli l’uscita
La battuta, un istante prima che parta
03
Resta un minuto
Nella parte seria, senza una battuta
04
Lascia che arrivi
Su di te, e sopravvivi

Le fasi si ripetono a ogni momento pesante. Ogni minuto in cui resti è una prova che il peso si può portare, e il Disturbatore non ne ha mai raccolta nessuna, perché la battuta è sempre arrivata prima.

02Progressi

Come si vede l’integrazione

  • →Fare la battuta e poi dire comunque la cosa seria
  • →Portare a termine un progetto anche attraverso la parte che ha smesso di essere divertente
  • →Lasciare che qualcuno pianga davanti a te senza cambiare argomento
  • →Dire quello che vuoi con parole semplici, senza una battuta ad ammorbidirlo
  • →Essere preso sul serio da qualcuno senza sminuirlo subito
  • →Restare a tavola dopo che la conversazione ha preso una piega difficile, invece di alzarti a portare i piatti
  • →Accettare un complimento senza girarlo in uno scherzo
03Origine

Perché restare è la parte difficile

La battuta non ha mai fallito. Ogni volta che il peso è arrivato, la battuta ha tirato fuori d’impaccio il Disturbatore e nessuno lo ha visto soffrire. L’integrazione chiede l’unica cosa che la battuta esiste per impedire: stare in un momento serio senza niente con cui deviarlo. Visto da dentro, è esattamente la posizione in cui è avvenuta la ferita originaria.

Anche l’identità è un ostacolo. Essere quello divertente è un ruolo con molto affetto dentro, e il Disturbatore è stato amato per questo in ogni gruppo. Restare serio significa essere, per un minuto, qualcun altro: una persona che può essere giudicata, su cui si può contare, che si può ferire. Per un Disturbatore questo è sempre sembrato come perdere l’unica cosa che gli altri volevano da lui.

04Esercizi

Che cosa aiuta davvero

  1. 01

    Scrivi di quando tenerci ad alta voce ti è costato

    Una pagina sulla volta in cui hai preso qualcosa sul serio ed è andata male: la risata, il crollo, la persona che se n’è approfittata. Scrivi anche che cosa hai deciso quel giorno sul peso delle cose. La maggior parte dei Disturbatori sa nominare la scena subito, ma non si è mai concessa di esserne triste.

  2. 02

    Resta un minuto dopo la risata, ogni giorno

    Ogni giorno, in una conversazione, fai la battuta e poi resta sessanta secondi nella parte seria senza un’altra frase a effetto. Contali, se serve. È nel minuto che avviene l’integrazione, e col tempo diventa più facile.

  3. 03

    Porta a termine una cosa oltre il punto noioso

    Scegli un progetto al novanta per cento e portalo alla fine. Nota l’impulso di rovesciarlo e lascia che passi. Una cosa finita è la prima prova che il Disturbatore ha che il peso si può reggere.

  4. 04

    Di’ una cosa che desideri, senza battuta finale

    Di’ a una persona che cosa vuoi, in modo semplice, e lascia in piedi il silenzio che segue. Il Disturbatore è stato raramente ascoltato mentre desiderava qualcosa. Essere ascoltato una volta, senza che qualcuno rida, scioglie la parte più antica dello schema.

  5. 05

    Tieni un registro delle uscite

    Per una settimana annota ogni volta che scherzi per uscire da un momento serio: dove eri, chi c’era, che cosa si stava per dire. Non serve cambiare niente. Vedere quante volte succede, e in quali situazioni, è già metà del lavoro.

05 · Spunti per il diario

Tre domande su cui fermarti

  1. 01Quando è stata l’ultima volta che ho lasciato un momento serio restare serio, e che cosa è successo?
  2. 02Che cosa ho paura che mi piombi addosso se smetto di scherzare?
  3. 03Che cosa voglio così tanto da non averlo mai detto ad alta voce?
Altri spunti per il lavoro sull’ombra ›
06Domande

Domande frequenti

L’ombra del Disturbatore si può guarire?

Sì, e l’obiettivo è l’integrazione, non diventare privi di umorismo. L’arguzia e il tempismo del Giullare sono punti di forza. Integrare significa tenerli togliendo loro il compito di essere l’unica via d’uscita, così che il Disturbatore possa restare in un momento serio, portare a termine una cosa seria e lasciare che qualcosa conti.

Guarire il Disturbatore vuol dire che devo smettere di far ridere?

No. La battuta si fa ancora. Cambia che la persona che l’ha fatta resta per il minuto che segue e dice anche la cosa seria. Un Disturbatore integrato è ancora quello che rompe la tensione. È anche quello che sa portare un piano fino in fondo e ascoltare una confidenza senza ribattere con una battuta.

Perché faccio così fatica a essere preso sul serio?

In parte perché il Disturbatore si sminuisce da solo nel momento in cui succede. Essere presi sul serio aggiunge peso, e l’ombra evita il peso fin dalla ferita che l’ha creata. Lo sminuirsi sembra modestia. In realtà è l’uscita che scatta, e si può cogliere, un minuto alla volta.

Come si lavora sull’ombra del Disturbatore da soli?

Si comincia dall’osservazione: notare quando parte la battuta, che cosa stava per succedere e che cosa senti un istante prima. Poi si allunga di poco il tempo in cui resti: un minuto, poi due. Scrivere la scena d’origine e tenere un registro delle uscite sono due modi concreti. Se la ferita è profonda, può aiutare parlarne con uno psicoterapeuta: Archemap è uno strumento di conoscenza di sé, non una terapia.

Quanto tempo ci vuole per cambiare questo schema?

Non c’è una durata fissa e nessuno può prometterla. Lo schema si è formato in anni ed è automatico, quindi i cambiamenti arrivano per piccoli scarti: una volta in cui resti, una in cui finisci una cosa. Conta la ripetizione, più che l’intensità.

Come faccio a sapere se il Disturbatore è la mia ombra?

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